Mancano circa venti giorni alla prima trasferta di Match Passport: la nuova stagione sta per entrare nel vivo e noi siamo pronti a viverla nel modo che preferiamo, ovvero in viaggio, attraversando città diverse e osservando il calcio direttamente dagli spalti.
Non sarà semplicemente un tour per assistere a quattro partite, sarà un percorso dentro quattro realtà calcistiche profondamente differenti: dalla passione popolare delle Asturie ai piccoli stadi dei Paesi Baschi, passando per una delle sfide più sentite del Nord della Spagna, fino al calcio operaio della periferia madrilena.
Quattro partite in tre giorni. Quattro stadi. Otto tifoserie. Un unico viaggio.
Il nostro primo timbro arriverà a Gijón, dove lo Sporting ospiterà il Girona.
Non potevamo immaginare un punto di partenza più affascinante. El Molinon non è soltanto lo stadio dello Sporting: è uno dei luoghi simbolo del calcio spagnolo, legato da oltre un secolo alla storia della città.
Qui incontreremo per la prima volta la Mareona, la tifoseria rojiblanca conosciuta in tutta la Spagna per la sua passione e per la capacità di seguire lo Sporting ovunque. Non è casuale che proprio in questa stagione il club abbia dedicato alla propria gente persino la terza maglia, accompagnata dal messaggio: “La pasión que nos impulsa”.
Sugli spalti ci aspettiamo un’atmosfera intensa, mentre sul campo si confronteranno due squadre con ambizioni importanti e identità differenti. Lo Sporting avrà dalla propria parte la spinta del Molinón; il Girona arriverà nelle Asturie per misurare immediatamente la propria capacità di adattarsi a una categoria lunga, fisica e imprevedibile.
Sarà il modo perfetto per iniziare: una città di calcio, uno stadio storico e una tifoseria che vive ogni partita come un appuntamento collettivo.
Da Gijón ci sposteremo nei Paesi Baschi, verso uno degli stadi che meglio rappresentano la filosofia di Match Passport: Ipurua.
Con appena 8.050 posti lo stadio dell’Eibar non è piccolo soltanto nelle dimensioni, le tribune sono vicinissime al terreno di gioco, le abitazioni circondano il campo e, durante la partita, la sensazione è quella di trovarsi dentro l’azione.
Eibar e Ipurua sono praticamente inseparabili. Il club rappresenta una città operaia, industriale e orgogliosa, capace negli anni di sfidare realtà molto più grandi senza perdere la propria identità.
Dall’altra parte arriverà il Granada, accompagnato da una tifoseria passionale e abituata a vivere il calcio con il calore tipico dell’Andalusia. Sarà quindi anche un incontro fra due culture: la compattezza basca e il temperamento del Sud.
Poche ore dopo ci sposteremo a Vitoria-Gasteiz per assistere ad Alavés–Osasuna, probabilmente la partita con l’atmosfera più particolare dell’intera trasferta.
Sul campo sarà una sfida accesa e profondamente sentita: sugli spalti, però, troveremo due tifoserie storicamente legate da un forte rapporto di rispetto e amicizia.
Negli anni i sostenitori di Alavés e Osasuna hanno condiviso cortei, canti e momenti di festa nelle strade prima della partita. Una vera giornata di calcio popolare, nella quale la rivalità sportiva non cancella il legame tra le due comunità. Lo stesso Alavés ha descritto questo confronto come uno spettacolo speciale da vivere, sottolineando il rapporto fra le due tifoserie.
A Mendizorrotza ci aspettiamo bandiere, sciarpe, cori e un ambiente carico fin dalle ore precedenti al calcio d’inizio: sarà uno dei momenti centrali del viaggio: una partita capace di ricordarci che il tifo può essere appartenenza, rivalità e condivisione nello stesso momento.
L’ultima tappa ci porterà alle porte di Madrid, al Coliseum, per Getafe–Celta Vigo.
Dopo gli stadi del Nord, chiuderemo il viaggio in uno degli ambienti più particolari della Liga.
Il Getafe rappresenta un calcio diretto, resistente e poco interessato all’estetica delle grandi vetrine madrilene: il Coliseum è uno stadio nel quale ogni metro deve essere conquistato e dove la partita può diventare rapidamente fisica, nervosa e combattuta.
Di fronte ci sarà il Celta Vigo, sostenuto da una tifoseria con una forte identità galiziana e una notevole tradizione in trasferta. Nel maggio 2025 proprio il Coliseum fu teatro del maggiore esodo celeste della stagione, con migliaia di sostenitori arrivati a Getafe per accompagnare la squadra verso la qualificazione europea, il giorno in cui “Getafe si tinse di Celeste”.
La prima trasferta di Match Passport attraverserà quattro territori e quattro modi diversi di intendere il calcio. Entreremo negli stadi, osserveremo le tifoserie, respireremo l’attesa nelle strade e proveremo a comprendere tutto ciò che accade intorno ai novanta minuti.
Perché una partita non comincia con il fischio iniziale.





