Ci sono stadi che impressionano per le dimensioni, altri per la modernità. Poi ci sono quelli che, pur essendo piccoli, sembrano raccontarti qualcosa della città ancora prima del calcio d’inizio.
Il prossimo 6 settembre noi di Match Passport saremo a Eibar per SD Eibar–Granada, sfida di Liga Hypermotion, e sarà una delle tappe più particolari del nostro viaggio nei Paesi Baschi, piu precisamente a Ipurua, lo stadio dell’Eibar dove per capire davvero questa partita bisogna prima capire Eibar.
Eibar è una città di poco più di 27.000 abitanti incastrata tra le montagne di Gipuzkoa, dove il rapporto tra squadra e città è difficile da separare: la SD Eibar gioca a Ipurua dal 1947, anno dell’inaugurazione dello stadio che divenne immediatamente il centro sportivo e sociale del club.
E forse il dato che racconta meglio questo rapporto arriva dagli abbonamenti: nella stagione 2024/25 l’Eibar raggiunse il record storico di 6.300 abbonati. Di questi, circa 4.200 – il 66% – erano residenti nella stessa Eibar. Considerando che Ipurua dispone di poco più di 7.300 posti destinati al pubblico locale, significa che una fetta enorme dello stadio appartiene stabilmente alla città.
Con una capienza di poco superiore agli 8.000 spettatori, Ipurua è lontanissimo dall’immagine dei giganteschi impianti del calcio moderno, ed è proprio questo il suo fascino: le tribune sono vicinissime al terreno di gioco, le montagne circondano lo stadio e intorno non trovi enormi parcheggi o zone commerciali costruite appositamente per il matchday.
Case, strade, bar, persone che arrivano a piedi, la sensazione è quella di entrare in uno stadio cresciuto insieme al quartiere, non costruito fuori dalla città.
Ipurua è stato naturalmente ristrutturato negli anni, soprattutto dopo l’arrivo dell’Eibar nella Liga, ma il club ha sempre cercato di mantenere quel rapporto quasi familiare con il proprio impianto. Durante l’apertura della nuova Tribuna Est, la stessa società sottolineò come proprio quella zona ospitasse le peñas e buona parte del tifo più rumoroso dello stadio.
I tifosi dell’Eibar vengono chiamati armeros, “armaioli”, ed il soprannome deriva dalla fortissima tradizione industriale della città, storicamente legata alla produzione di armi e alla lavorazione dei metalli: lavoro, appartenenza e orgoglio locale.
L’Eibar non ha una tifoseria famosa per grandi gruppi ultras o per una cultura particolarmente aggressiva. Anzi, nelle informazioni ufficiali dedicate al pubblico il club ha storicamente sottolineato l’assenza di gruppi radicali organizzati e i rapporti generalmente amichevoli con le tifoserie avversarie: la dimensione ridotta di Ipurua pero’ rende il pubblico molto vicino al campo e quando la partita si accende il rumore sembra sproporzionato rispetto agli 8.000 posti dello stadio.
La componente più calda è tradizionalmente concentrata nella zona dove si trovano le peñas, ma quello che colpisce maggiormente è la partecipazione generale, perché buona parte di quelle persone non arriva da centinaia di chilometri ma vive lì.
Curiosamente, la storia recente dell’Eibar ha trasformato questo club profondamente locale in qualcosa di internazionale.
Durante gli anni in Liga, la favola della piccola squadra basca arrivata a sfidare Real Madrid e Barcellona attirò l’attenzione dei media di tutto il mondo.
Il club è arrivato ad avere oltre 11.000 azionisti distribuiti in 69 paesi e più di 40 peñas ufficiali sparse tra Spagna e resto del mondo.
Una delle storie più affascinanti del calcio moderno: una squadra appartenente visceralmente a una piccola città industriale basca diventata improvvisamente conosciuta in Australia, Giappone, Stati Uniti e Cina.
Eppure, entrando a Ipurua, la sensazione rimane quella di un club di quartiere.
Ed è proprio per vivere questo tipo di calcio che nasce Match Passport: come detto il 6 settembre saremo sugli spalti di Ipurua per Eibar–Granada.
Due società con trascorsi recenti in Liga, due piazze ambiziose e una partita che potrebbe già avere un peso importante nelle prime settimane di campionato.
Ma per noi non sarà soltanto Eibar–Granada: sarà arrivare in città qualche ora prima, vedere come cambia Eibar durante il matchday, capire dove si incontrano i tifosi ed entrare nei bar intorno allo stadio.
E poi attraversare quei pochi metri che separano la città dal campo non prima di aver pranzato in centro con una delle specilita’ basche e se c’è un ingrediente particolarmente legato alla tradizione di Eibar è il bacalao.
La città ospita da anni concorsi dedicati proprio al baccalà e Radio Euskadi l’ha definita addirittura una sorta di “capitale del bacalao”, ricordando i campionati gastronomici organizzati ogni novembre tra Errebal e Plaza Untzaga.
La magia avviene durante la cottura, quando la gelatina rilasciata dal pesce emulsiona con l’olio creando quella salsa cremosa che rende il piatto immediatamente riconoscibile.
📍 SD Eibar–Granada CF
🏟️ Estadio Municipal de Ipurua
📅 6 settembre 2026
🔴 Match Passport sarà LIVE dagli spalti
Il passaporto è pronto, a Eibar manca solo il timbro.





